Adagio

Una chansonne melanconica e turbata accompagna questa domenica indaffarata, solo nella mente.
A proporla è il mio solito vicino di casa (maleducato) cui piace lasciare traccia di sè alzando il
volume del primo elettrodomestico che gli capita davanti. Intanto mi ritrovo costretta a
scaricare un mega-aggiornamento di Office e come si dice…se non hai un motore potente si va
piano in strada…maledetta 56 kbps.
La lentezza ha i suoi pregi, Alma…la mia anima è lenta nel suo ondulare, a volte affetta la densità
della sua stessa microstruttura e conclude ben poco per poi ricominciare.
C’è un’aria appiccicosa fuori, finestre aperte e cielo cupo in volto. Dicono che pioverà. La musica
è finita, aspetto che sostituisca il cd, sbircio dietro le sue tapparelle semiabbassate, mi viene da
ridere a pensare come quelle note tristi accompagnino i suoi movimenti bestiali su di un
tapisroulant, anch’esso rumoroso.
Vorrei anche la mia anima potesse correre così…

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