Anoressia d’amore
Si arriverà alla più magra e scarnita forma d’amore. Abolito il mezzo delle sintetiche parole snocciolate sulla chat di un cellulare; una relazione di un
anno e mezzo, fatta di mancato contatto fisico, rischiava di imbottigliarsi nelle righe costruite
con emoticons. Ricorrenti e destinati all’aridità gli sms, le porzioni d’amore soddisfano solo palati
capaci di adattarsi a qualsiasi gusto e siccome capita a tutti di non aver voglia di cucinare piatti
succulenti, mi sono ritrovata spesso a divorarne alcuni di quelli salvati in una cartella che continua
a cambiare nome secondo dell’umore.
Ora mi pare di partecipare al funerale del nostro amore, mi vedo in prima fila dietro al carro
funebre che contiene le nostre aspettative, gli slanci, le promesse e quel che è peggio è che alla
guida del mezzo ci sei tu. Le parole non cadono nel vuoto, non vengono proprio espresse, mi
chiedi scusa perché dici di renderti conto che mi stai trascurando senza riuscire a vedere oltre
quella temporanea assenza che ogni giorno, si fa sempre più diluita e, rende insensibile orecchie
stanche e cuori che somigliano a giardini con erbacce da estirpare.
Sono stanca, io che non lo dico mai…e che non mi arrendo mai.
L’amore ha bisogno di essere tenuto in vita, ha necessità di appagamenti infantili, di
corteggiamenti buffi, di parole tenere e non per forza sconce, di frasi inaspettate ad ore
impreviste del giorno. L’amore ha bisogno di sentirsi dire che l’oggetto dei desideri ha priorità
su tutto, che per lui non si fanno rinunce semmai piacevoli scelte alternative. E che si fottano gli
amici, il lavoro non terminato, la madre che grida: “E’ ora di cena”…si fotta qualsiasi cosa che
ogni volta interrompe la nostra follie a deux.
A pensarci bene è nel destino degli amanti trovare un motivo su cui scagliarsi, una scusa che
faccia da scudo alla messa in dubbio dell’Altro, a volte tento di convincermi che i problemi siano
esterni da noi e nego invece come un amore, che pareva somigliare ad un cavallo alato, ora
sembri un enorme pachiderma che in punta di piedi entra in un negozio di porcellane.
Oggi un’amica mi parlava di come sia difficile evitare di ritrovarsi in un rapporto nevrotico, un
rapporto ove ognuno trova nell’altro la soddisfazione ai propri bisogni. Le coppie a copertura
emotiva mi piace definirle.
Mi sento molto un oggetto di copertura, un surrogato emotivo e mi accorgo al contempo di non
avere io la coperta di Linus che tanto soddisfa le crisi.
Bah..
…Maledetto il giorno che ti ho conosciuto e che mi sono innamorata di te.