Biotwitter
Compito del giorno: modificare la bio su twitter. Pensavo ad una cosa del tipo: “apparentemente transgender, con una quarta di reggiseno e palle da vendere agli smidollati”. Ripensandoci però una simile descrizione lede alla femminilità e il rischio è quello di attirare tutte le femministe del mondo twittero.
Potrei cambiare registro e provare a togliere l’avatar di Mia Wallace aggiungendo righe: “I silenzi che mettono a disagio… Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate, per sentirci a nostro agio? E’ solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale, quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.” La frase la sento Mia. Solo che lascia emergere il desiderio di essere Tua e questo è un problema oggigiorno dato che non trovo un uomo capace di assumersi una tale responsabilità.
Cancello tutto e ricomincio daccapo. Provo ad inserire il link di: “We Have All the Time in the World” ma siamo alle solite. Mi trastullo con la bio ma non voglio parlare amore. Ne è saturo a sufficienza il blog delle mie cazzate. E se mettessi “senzatetto dell’Olgettina cerco di dare un significato politico alla vendita di me stessa”. Ah sì, potrebbe andare, mi ritroverò ad essere followata da qualche ministro e dallo Psiconano che ormai avendo le palle piene delle intercettazioni è passato a organizzare feste su twitter.
Ho una matita spuntata cui ovvio con nevrotiche digitazioni, parlare di me su un social network è come non parlare. La bio è un bigliettino da visita che dovrebbe aprire porte giuste: “corazzata come una tartaruga, disdicevole single”.
No..no, oggi non mi sento ispirata. Racchiudermi in 140 caratteri è come voler fare l’amore dentro una smart con un tipo di un metro e ottanta e siccome a me garbano gli uomini alti, facciamo che lascio il “twitter more than smoke”. Sarà la volta buona che aspirerò meno nicotina e mi accontenterò del fumo negli occhi degli altri.