Diario da Lecco
Solo 48 ore.
E vorrei restare con te abbandonata tra le lenzuola sfatte di questo albergo.
Inizia il conto alla rovescia, è domenica mattina, sono accecata dal desiderio consumato mai
abbastanza. Ma è domenica, è ora di poggiare i piedi per terra, rifare la valigia
e prepararsi per l’arrivederci.
Vorrei mettere su “Another night in” ma è inutile frugarsi nelle tasche vuote di optional;
magari nemmeno capiresti, tu che questi giorni mi hai sorpreso con testi che per ben tre volte
parlavano di tradimento.
Non ti ho mai sentito dire: “Resta”
e quel viaggio in treno da affrontare prende l’aspetto di una deportazione.
Abbiamo modi di condividerci differenti,
ciascuno un proprio malessere che a malapena trapela dagli occhi.
E come sempre di rimpallo ai miei deliri verbali un tuo silenzio.
A me i tuoi occhi – venerdì 26 marzo 2010 12:47
Sei un po’ come il terremoto di stanotte:
ti desta, ti scuote, ti culla e ti permette di tornare a riposare.