Diario di una donna in carriera

Ho trovato lavoro con le mie sole forze. Data la perfetta forma fisica e la spiccata dote
intellettiva avrei potuto scegliere nel mucchio e sposare il figlio di quel famoso imprenditore edile. Ho sempre avuto un debole per gli uomini potenti, meglio se politici navigati. Ma io sono
fatta così, non mi faccio mantenere da nessuno e tanto meno raccomandare. E la politica
preferisco praticarla. Alle feste di società, in quei party estivi della Costa Smeralda ho imparato
ad essere imprenditrice di me stessa; ho indossato il lusso e nella borsetta, insieme al rossetto
lucido infilavo sempre il mio CV con una lettera di presentazione. Una sera mi sono accorta che
c’era la possibilità di concretizzare le mie aspirazioni, una prestazione occasionale, talmente
temporanea che a nessuno è importato del mio CV. Si sono limitati a guardarmi. Ho raggiunto una
stanza all’ultimo piano, come da indicazioni; della villa ricordo ancora il bagno con rubinetti in
rifiniture d’oro zecchino, in penombra ho visto un uomo seduto in una Luigi XV, fare cenno di
avvicinarmi, mi sono chinata verso il basso ed ho iniziato a lavorare.

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