Fallin’ down

Sabato passato a imitare le lucertole al sole e a denigrare il genere maschile in compagnia di R.
Io, la mia amica e le nostre gambe sott’acqua mai stanche di rinforzare la muscolatura. La lingua è l’unica parte del corpo che stamattina non mi fa male per l’acido lattico.
La conversazione tra donne che fanno degli uomini una barzelletta non è mai noiosa, del genere:
- …e che cazzo, non veniva più, mi ha stantuffato talmente tanto che avrei voluto staccarmi un attimo, buttare giù gli spaghetti e rimetterlo dentro canticchiando “dimmi quando tu verrai, dimmi quando, quando, quando….”
La cosa interessante è che ogni volta che nomini il genere maschile, questo ti si materializza vicino. Devo ammettere che se avessi avuto un lanciafiamme non avrei esitato a usarlo, ma io proprio non so essere scortese con quelli che ti guardano candidamente e sono lì a pensare:
- …però…’sta brunetta ha carattere…. -
Invece no. Con uno sguardo a metà tra Clint Eastwood in “L’ispettore Callaghan” e Jack Nicholson in “Shining” il tipo se ne fotte della sottoscritta e mi
chiede semplicemente se vogliamo unirci al suo gruppo di amici per fare una partita di pallavolo. Accetto anche a nome di R. che dalla faccia credo
avrebbe preferito continuare in acqua a sparlare di maschi.
Eccomi pronta a dare sfoggio di me circondata da un gruppo di uomini, cerco di controllarmi e di non esagerare, riesco a palleggiare talmente bene
che faccio invidia a una giocatrice della B1. La scena assume un aspetto erotico quando io e Paolo (il nome posso scriverlo tanto non mi querelerà per
così poco!) finiamo in un corpo a corpo mentre ci accingiamo a raccattare una palla: lui che si tuffa stile Rosolino, io che cerco di anticiparlo buttandomi
come…ehm…non certo una sirenetta.
L’incontro è inevitabile, lo guardo con aria di sfida e lui mi prende e mi butta con la testa sott’acqua. Stronzo, secondo me si voleva vendicare per il
dialogo che aveva ascoltato prima!
Ok, sei maschio, l’abbiamo capito…ora mi chiederà di uscire.
- Ce l’hai il ragazzo? -
- …intendi un ragazzo che godrebbe nell’affogarmi?… –
- Alma, certo che sei acida… -
- Scusami…ma se hai intenzione di invitarmi a cena fuori hai trovato il momento peggiore. –
Intanto Paolo lancia agli altri la palla:
- …potrei darti il mio indirizzo e-mail, il mio contatto MSN, skype o quello che vuoi ma pensaci…non ho carta e penna in acqua, il numero di telefono lo dimenticheresti uscita di qui, andiamo a bere qualcosa domani, poi non ti porto a cena come pensi ma a vedere la finale della partita sul maxischermo…non ti sto chiedendo di farti stantuffare in eterno… – mi dice ridendo.
Insomma è andata, non ho potuto dire di no a uno in carne e ossa, per giunta impertinente e provocatore come piacciono a me. Spagna – Olanda ci attende tra qualche ora, sto pensando a cosa infilarmi per non sembrare una che vuole essere stantuffata, mi sta venendo da ridere. Gli aggiornamenti sono rimandati a domani, forse.

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