Giù di lì nella testa
In due a non voler guarire, in due a spiegare ad un’assenza che abbiamo ancora qualcosa da dirci.
Quel pallino fisso a sprazzi roboante che tira brutti scherzi alla mente. Immagini fisse, immagini contorte, accartocciate in insicurezze e giorni differenti che non riusciamo a raccontare se non con una frase sputata sul blog. Non vedo differenze dall’ultima volta, siamo sempre noi, così vicini da impazzire di desiderio e troppo lontani per volerlo ammettere. Un tempo dilatato in cerca della ragione, un libro nello zaino in cui tu sei su ogni pagina, un’ispirazione momentanea che non produce passati remoti. E non riesco a rimpiangerti, non riesco a consolarmi, non ho risposte a domande deliranti.
Ho solo i miei occhi sulle tue righe scritte e un nome che solo a sfiorarmi le labbra riecheggia di atmosfere carnali e di promesse non mantenute.