La mia cura

Dodici ore fa scrivevo ad un tizio che lui è l’abitudine nella non abitudine, avrei anche voluto dirgli che è il peggior vizio di questi ultimi tempi e fossi stata
un po’diversa sarebbe potuto essere l’elogio del mio Ego; quasi ogni sera curva sul quel PC al posto del divano comodo dove pare lui distenda spesso i
nervi. E si che io il portatile nuovo lo devo comprare e solo per mettermi a letto prima la sera, infilare una chiavetta quando è altro che dovrei infilare ed
in altre USB, umane direi. Ieri non c’era festa da celebrare, l’8 marzo mi fa sentire come il tacchino alla festa del Ringraziamento. Ho disegnato il
tatuaggio che mi farò marcare prima dell’estate, “non è professionale” dice R. “e chi se ne frega” rispondo io, il lavoro di un individuo non credo
dipenda da un kanji disegnato sull’avambraccio. Mi mancano tracce di te, orme da seguire, quale tragitto poi, non sono più sicura.

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