L’aratro e la (madre) terra

E andata più o meno così. Dove c’era l’arido è iniziato a piovere, la terra ha pian piano riempito le rughe che la spaccavano e ha chiesto all’aratro di attraversarla senza fare troppo male. E l’aratro che di terre ne aveva viste tante l’accontentò giurando impegno nel raggiungere ogni angolo da rivoltare. La terra si sentì sottosopra, confusa, a tratti profondamente permeata dalle lame e per un attimo, solo un attimo desiderò di tornare compatta.
Quando l’aratro terminò il suo compito, lei ormai affezionata disse: “domani sarà più facile, non vedi come sono ora?” E lui controllando le lame che sembravano inceppate rispose: “perdonami ma a te preferirò sempre terre prive di fatica e sacrificio”.

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