Leggera
Pensavo a me, a come so essere rovinosamente sadica con la mia anima. Questa storia mi è costata tre kilogrammi, il peso specifico del mio cervello è
invece sempre lo stesso.
La mattina successiva che mi separai da G. l’anulare sinistro si è ritrovato con una spina conficcata nel polpastrello e nemmeno con un’attenta operazione
chirurgica sono riuscita ad estrarla. Alla fine mi sono abituata al fastidio.
Frattanto ho cominciato a fare i conti con il dolore.
Adesso si tratta di una dimensione estemporanea. Da ieri notte tutto sembra essere colore primario, nonostante un vivace disorientamento che modula i
miei sentimenti per lui, riconosco che mi manca; sono talmente ammalata di lui che il bucato appena uscito dalla lavatrice ha il suo odore.
Sì. Ieri notte abbiamo fatto le 2.30, e dire che ero sulla buona strada per scioglierlo tra i miei pensieri più inutili.
Stamattina ho guardato l’anulare, la spina era scomparsa.