L’era dell’acquario
Quanto ci sia di vero non mi è dato sapere.
Incontrai F. segnato da una relazione rovinosa di otto anni. F. diceva di essere un fisico teorico.
Parlammo a lungo di tempo, spazio e casualità, accennammo marginalmente e ad oggi posso dire senza poter dare sufficiente senso, al principio
junghiano delle coincidenze significative.
Un’analogia tra scienza fisica e psicologia segnò per un po’ di tempo un’affettuosa relazione mentale. Ora che ho perso F. s’incatenano nella mia
esistenza eventi che mi rimandano necessariamente a lui. Sono giorni in cui F. è uscito dalla mia vita, lasciandomi la canzone di un gruppo senese che lui
nemmeno conosce ed una storia realmente accaduta nella prima metà del ‘900 che ho trovato per caso.
Intorno al 1930 Jung conobbe Wolfang Pauli, un fisico austriaco premio Nobel nel 1945. Pauli era reduce dal un matrimonio fallimentare e trasferitosi in
Svizzera cercò un sostegno terapeutico. La terapia non indusse a notevoli cambiamenti tanto che Pauli la interruppe molto presto. Tra Jung e Pauli tuttavia iniziò
un rapporto di stima e di amicizia. L’incontro tra i due fece nascere il quarto escluso dalla triade della fisica classica cui fu dato il nome di sincronicità.