Mauro
Ricevo una e-mail da S., dice di aver un nuovo indirizzo di posta e che tra i contatti ha ritrovato
il mio nome. Il problema è che non si ricorda chi sia Alma. Per sua fortuna non ho manie da
donnicciola isterica che vuole essere ricordata ad ogni costo e non mi arrabbio. Anzi la cosa mi
stuzzica. Decido di rispondere con la dovuta cautela, spiegando che non sono avvezza alle chat o
ai forum né tantomeno a lasciare il mio indirizzo di posta a tutti i contatti virtuali ed è possibile
che ci sia stato un errore.
Due giorni dopo, S. diviene Mauro, mi dice di avere usato il nome di sua madre per registrare la
posta elettronica e con molta delicatezza mi chiede se posso aiutarlo a capire che rapporto
avevamo. La questione si complica, ho chiaramente in testa i nomi dei miei contatti virtuali, con i
quali da tempo ho interrotto la comunicazione scritta; si contano sulle dita della mano, ma nessuno
di loro mi ha mai detto di chiamarsi Mauro. Ecco: o Mauro ha bluffato allora, in quel brave
periodo in cui ci sentivamo, o Mauro bluffa ora e magari è uno di quelli che contatta a caso le
persone.
La cosa strana è che proprio in questi giorni ripensavo ad un vecchio contatto con cui avevo un
rapporto al tempo stesso di attrazione e repulsione, un individuo che riusciva a farmi ridere, di
quelli cui io cado ai piedi perché capaci di stordirmi con il loro fare brillante. Peccato non si
chiamasse Mauro.