Nocturna
Una parola tira l’altra e si finisce per fare le 4.30 a.m.
L’avevo preparato su misura quel basso profilo in chat, tanto per non avere rotture di scatole.
Nessuna foto, nel mio caso sarebbe deontologicamente scorretto e di questi giorni basta poco
per essere radiati da un Ordine. Poche righe di presentazione, la metafora di un passo biblico:
fuga da Sodoma e Gomorra e non voltarsi.
Pena la trasformazione in una statua di sale.
Di solito passo le ore a leggere profili altrui, non contatto nessuno, sbircio nelle vite in
proiezione e ragiono sul pieno e sul vuoto esistenziale dell’uomo.
L’altra notte qualcuno non ha resistito e mi ha contattato. Grande intuito, ed una interpretazione
sbattuta addosso come un palo in fronte. Mi dice:
- Deve essere stata una Sodoma e Gomorra la tua storia, ora fuggi dalla confusione che ti ha
lasciato?…guarda che si è sempre in tempo per voltarsi…
Due, tre tasti e volo nel suo profilo senza rispondere. Nulla. Lo sconosciuto ha un nome ridicolo,
non c’è immagine di lui, non ha una lista di contatti, nulla di nulla.
Mi butto, rispondo, allora lui comincia a fare battute simpatiche, mi piace, metto da parte per un
attimo l’ermetismo ed in poco tempo iniziamo un dialogo scanzonato.
Alla fine è come se sentissi il tendere delle sue mani, percepissi il gioco di sguardi, sforzo il mio
essere concreto a non lasciarsi andare; arrivano altre frasi, mirate, ironiche, è come mi
conoscesse da una vita. Mi lascio andare. Definitivamente.
Non incontrerò mai L.
E’ un diktat il mio.
A volte mi chiedo come sia possibile incontrare uno sconosciuto in un non-luogo e provare sensazioni di innamoramento, altre volte invece, trascorri una vita accanto a chi credi di
conoscere ed una parte di te muore in attesa di un gesto che non arriverà mai.