Non si può stare mai tranquilli, nemmeno in Italia
Ho l’americana in gola, nel naso e nella testa. Anzi ce l’ho nel sangue.
L’unica cosa positiva di questo fine gennaio è che a breve uscirò a prendermi le scarpe a punta
tonda e tacco 12 centimetri e se va avanti di questo passo, le indosserò con lei.
Fa bene la mia amica a dire che dovrei mandare CV alle case farmaceutiche, cercano cavie per
testare vaccini antinfluenzali, il mio profilo è perfetto.
Le invasioni barbariche americane non erano sufficenti se qualche genio ha soprannominato
l’attuale influenza con questo nome.