Parole

Ti chiedo scusa per non avere parole serene da rivorgerti, per aver nuovamente intrapreso il
vicolo cieco dell’incrollabile sapere esperenziale e che per l’ennesima volta mi condurrà nel suo
angolo più oscuro dove mi riparerò dalle dalle insoddisfazioni. Non ho nemmeno il coraggio di
farmi ascoltare, di chiederti la fiducia che ho riposto per anni in questo amore; sono
ancora impegnata con i mattoni da riporre sulla muraglia che mi circonda. Sopporto a fatica questa incolmabile distanza tra noi, mi occorrono attimi di certezze a surrogare il non vissuto
insieme, mi manca la tua mano, la tua compagnia, le geometrie dei nostri progetti, gli incantesimi
di brani da nicchia, dove siamo stati per tutto questo tempo?
E dove sono finita io? Il desiderio che ho di te non ha più senso di esistere, possiede
intrinsecamente la mancanza di soddisfazione ed io, ho perso troppo tempo alla ricerca
dell’immutabile. Dovrei occuparmi d’altro, di me, di noi, fare in modo di non nascondermi dietro le
parole.

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