Programmi
Se dopo le riprese del concerto del 1°maggio scopri di essere ancora un precario, non
arrabbiarti…I nostri sindacati stanno facendo molto per noi, hanno già proposto chi condurrà il
concerto il prossimo anno…
Da saldare – mercoledì 9 maggio 2007 22:12
In certi affari di famiglia ci finisci inevitabilmente dentro.
Girano giorni dal carattere nero, insolito, inaspettato, in cui avverto un crampo al petto ed una
sensazione di stordimento causata da eventi che vivono e non coesistono per mia volontà. Giorni
da corto di cronaca di cui inevitabilmente sono la special guest star, a dirla come in un film. Avrei
bisogno di una spalla cui appoggiarmi che mi permetta di fare un giro tra le sponde ripide di me
stessa e di vederci, senza occhi appannati da pianti di rabbia. Mi accorgo di essere l’unica ancora
a comprendersi, l’unica ad avere la convinzione di aver fatto la cosa giusta, il resto del mondo
invece è fuori da sé e molto lontano dalle mie regole astruse. Parlo troppo, dispenso pareri non
necessari, porgo le mie esperienze a difesa della circostanze altrui, ed alla fine al posto di un
ringraziamento mi prendo un paio di schiaffi sull’anima. Mi sta bene…
Ora paghiamo il conto.
Distinguo… – venerdì 26 marzo 2010 12:42
il bisogno dal desiderio, la speranza dall’ambizione, la paura dal terrore, la noia dalle scuse, il
vuoto dallo svuotato, la rabbia dalla grinta, la parola dal gesto, l’anarchia dal non rispetto, la
filosofia dalla sua storia, la solitudine dal piacere nel non avere nessuno intorno, la ricchezza
dalla virtù, il piatto di una casalinga da quello di uno chef, i paragoni dall’invidia, le formule dalle
tesi, un povero Cristo da un Dio in terra, le bugie dalla buonafede, le Diana Blu dalla Marlboro
Light, le rughe dall’esperienza, una bella donna da una di fascino, un potere di sinistra dalla
sinistra al potere, il volere dall’ardire, un film d’autore da un prodotto preconfezionato, il
torcicollo dal non voler vedere realmente da quella parte, le anime ferite da quelle con una
malattia congenita.
Distinguo me da resto, non sempre.