Rovistando in mansarda

Ho tra le mani le copie delle tue prime mail. Nel leggerle affiorano in contemporanea due
emozioni contrastanti: carnali, nauseabonde, insostenibili. Quel “Mia signora” rende tremanti i
confini del mio corpo: mi vedo, esternamente, osservo un’Alma cui giunge un amore imprevisto,
sul lato opposto un ‘Alma che non sa di lei, che ti crede occupato a dividere le serate con un
amico…poi il buio, le fitte al cuore, l’anima in pasto ai maiali…..
Ma di tempo ne è passato, lei è uscita di scena, ti sei insinuato nelle rughe della mia vita, ho
abbracciato un po’ di dolore, niente più di quello che capita alla maggior parte dei viventi, “vince
chi dimentica” direbbe qualcuno…
Non chiedermi perché qualcosa di così remoto su di noi, non chiedermi perché ora, io non sono
come te, io fatico a dimenticare, amo e perdo spesso.

 

Dialoghi muti
lunedì 4 settembre 2006 16:34
“Vorrei aprire un blog”.
La voce non tentenna, è la consapevolezza, che dovrai rispettare una sorta di rituale, a tradirti.
Penso tra me e me un’infinità di cose, mescolo pensieri di ogni tipo, mi soffermo sul fatto che mi
sono innamorata di te anche attraverso i tuoi scritti, mi sfiora la paura che altri sguardi osino
trovare diletto in quel che lascerai lì.
Eppure vorrei che tu scrivessi quel che, ogni tanto, ti passa per la testa, vorrei che la tua abilità
narrativa venisse riconosciuta, proprio come pare stia accadendo di questi tempi: dicono che le case editrici siano alla ricerca di autori e che si servano delle sbirciatine nei blog…
Accidenti, possibile che doti poco comuni vadano a braccetto con la pigrizia?
Perché di questo si tratta, amore…il tutto unito ad un mummificato autocelebrarsi che nella
maggior parte dei casi rende sterili gli autori all’uscita della seconda opera.
“Non è la prima volta che mi dici del blog!”
Per me è diverso, il blog non serve a compiacermi, non mi frega nulla che siano 3 o 300 le
persone che cliccano sulle mie pagine; non ho mai desiderato diventare una scrittrice, mi
allontano dai perbenismi linguistici, dalle critiche sature di complessi di inferiorità; in questi
giorni poi….mi pare di aver raggiunto un obiettivo importante: la strada del blog non è la tangente
della nostra storia, i due percorsi di comunicazione cominciano ad aderire, mi pare di riuscire a
parlarti con chiarezza, anche a rischio di essere petulante.
Lo faccio qui, lo faccio nel reale.
Ora l’unica cosa che mi passa per la testa è quel tempo passato insieme, fatto di silenzi che
parlavano al nostro posto, la sigaretta accesa in spiaggia, tu curvo sopra le pagine del giornale, io
che ti osservo e che ti rivolgo un ennesimo ti amo a bocca serrata.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 1.292 other followers