Sara

Povera Sara, eroina immaginaria di un gruppo di trentenni squattrinati e senza futuro. E per
futuro non intendo quello auspicato dai nostri genitori: avere la casa col giardino, l’automobile di
lusso, le vacanze in Costa Smeralda e la settimana bianca in Inverno; no…con futuro ed aggiungo
futuro cieco, mi riferisco all’impossibilità di avere le piccole cose, quelle che una volta si diceva
riguardassero i valori di una società e che permettevano di definirti persona dignitosa.
Non a caso la nostra costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro”…di quale
lavoro stanno parlando? Mi verrebbe da aggiungere “…sul lavoro a progetto”.
Ed intanto Sara pubblica un annuncio dove forse per gioco, per sfida, per disperazione o chissà
cosa dice di essere pronta a vendere se stessa per un contratto a tempo indeterminato di
1.200,00 Euro.
www.trentennedisperata.splinder.com
C’è chi le ha dato della prostituta, di quella che si vende per poco, qualcuno le ha anche chiesto
se è davvero fica per potersi permettere un tale annuncio come a dire che solo le fiche possono
scopare col loro futuro datore di lavoro. C’è anche chi ha tirato fuori il solito moralismo
spicciolo sui giovani e sulla loro mancata voglia di lavorare, chi ha detto di mantenere figli con
più di un lavoro umile…avercela la possibilità di lavorare (questo è quello che sfugge!!!).
Qualcuno le ha dato ragione, non in modo manifesto; fa paura in una nazione così perversamente
cattolica ammettere che tra le strade per arrivare c’è anche il letto a due piazze…
Cazzo, qualcuno è ancora davvero convinto che “valletopoli” sia uno scandalo legato solo alla
televisione oppure per la testa gli è passato che è l’esempio eclatante di ciò che accade nella vita
di tutti i giorni?
Sono cresciuta con la convinzione che il cervello meritevole arriva a destinazione, c’ho creduto
fin quando non mi sono messa a cercare lavoro, qualche tempo prima, per restare come
dottoranda all’interno dell’Università, un professore avanzò ipotesi vaghe su rapporti di
collaborazione; loro sono sempre vaghi, più sono potenti e più sono discreti…pensai che una notte
non avrebbe cambiato così tanto la mia vita, buttai al cesso l’occasione, al posto mio andò un’altra
che oggi lavora all’interno di un importante centro sanitario, io ho un contratto a progetto.
Il punto è che la meritocrazia è morta o forse non è mai esistita, oggi non si è più nelle
condizioni di fare una scelta buona o cattiva per la nostra anima, oggi non ti danno proprio la
possibilità di scegliere, non c’entrano i letti o le mazzette che ancora sono abitudine indiscussa,
è l’offerta lavorativa a mancare; se conduci una vita normale non fai in tempo a sapere che c’è
bisogno di personale, qualcuno si è già proposto grazie ad una speciale azione di autopromozione.
E poi parliamoci chiaro: a quale buon imprenditore interessa una botta e via se per un contratto a tempo indeterminato paga allo Stato quanto per permettersi uno stuolo di prostitute dell’Est?
Piuttosto per far quadrare il bilancio si tiene la moglie frigida-rompiballe e intanto fa un giro tra
le migliaia di curricula che gli arrivano in sede…avanti un altro, con la fame che c’è, ci sarà
sempre qualcuno disposto a lavorare per qualche centinaio di euro al mese.
Il guaio di una futura generazione è stato credere che il titolo di studio valesse qualcosa, il guaio
è non guardare in faccia la realtà prossima: morti i nostri genitori, saremo dei poveri laureati il
cui unico progetto da portare avanti sarà come organizzare la fila per chiedere cibo davanti alla
Caritas.
P.S. Dire che avrei voluto un altro genere di governo potrebbe far sbloccare la situazione di
stallo etico in cui si trova la nostra politica da tempo? Se di seguito descrivessi il mio ideale di
democrazia, credete che qualcuno non verrebbe a tacciarmi di presunzione ideologica il cui
spettro inconscio è dato dalla dittatura? Non credete che proprio in nome della democrazia è
arrivata l’ora di scendere in piazza?

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