Sì, sì, sì…
Questa non è una storia semplice da raccontare, forse perché non sarà la tag “racconti” a poterla definire. Il fatto è che è talmente genuina, fuori da ogni
previsione, carica di contorni onirico – istintivi, che le frasi qui potrebbero uscire prive di contenuto emotivo. Il punto è che non puoi immaginare il finale
se non sperare che vada come tu pensi; si tratta di una storia che lambisce la parte più intima di un individuo maturo il quale per qualche anno è vissuto
nella convinzione che l’Amore avesse i contorni della complementarietà mentre invece, l’Altro da te, quello che hai sempre desiderato, immaginato,
voluto accanto, è il tuo Altro speculare. Questa storia riguarda me, 35 anni, libera da forzature sociali che mi vorrebbero sposata, me desiderosa di
vivere un compagno capace di tenermi per mano come se avessimo sempre 16 anni. E’ una storia consapevole dove l’incontro fisico non è essenziale se
non nella misura in cui il ricongiungimento è l’apoteosi della scopata mentale in grado di produrre infinite endorfine. E’ la storia compiaciuta che esula
dal possesso, si nutre di gesti accoglienti, si svela attraverso la verità delle parole, senza paura, senza tormenti. E’ un viaggio interiore verso uno spazio
che riempiamo in ogni suo punto, è un tenersi reciprocamente il viso tra le mani sostenendo lo sguardo in una comune passione. E’una storia di mani abilmente usate, di labbra riempite da baci e dal tuo (mio) di-venire. E’ un colpo di fortuna che non ha bisogno di sguardi invidiosi, di giudizi morali. E’ la storia di un amore, il nostro e mentre scrivo penso a quanto tu sia infinitamente bello. E Mio.