Stonata
Ho spartiti tra le mani, una cassa di birra imballata e un diapason all’emergenza. Stasera tutti
insieme come qualche anno fa. Abbiamo mura tra gli Appennini umbri che aspettano di rimbalzare
suoni di chitarre elettriche e controcanti femminili. Qualcuno ha già pensato al fuoco, altri a
collegare i jack. Alessandro afferma che non toccherà un goccio di vino, in compenso ha dietro
una scorta di Diana Rosse; ogni volta che lo rivedo avrei un sacco di cose da raccontargli. Sonia
dice che a mancare sarà solo Roberto, è rimasto in Messico tra le cosce della grassona che lo
accompagna da oltre un anno. E pensare che prima di partire era tra le mie cosce che voleva
infilarsi:
- Facciamolo come due amici, con amore consapevole…-
- Lo sai, non vado a letto con i miei amici. –
I rispettivi compagni rimarranno a casa. Io sono l’unica che non ha nessuno da lasciare in attesa.
Meglio così, oltretutto lassù il telefono non prende, isolati completamente dal mondo. Inizieremo
con “Wish You Were Here”. Saggia decisione, anche perché democraticamente mia. Alessandro
sopporta sorridendo i miei capricci e mi accontenterà. Era la nostra canzone, anche se è di un
“Hotel California” che avremmo entrambe bisogno.