Sul lettino dell’analista che non c’è

Giorni distratti, spesso incoerenti. Alterno momenti di impegno relazionale a momenti in cui
raggiungo la consapevolezza che potrei essere l’unico essere sulla faccia della terra e non me ne
fregherebbe nulla della solitudine. Ascolto l’innocente pianto di mio nipote, 2 mesi appena, credo
sia il solo a ricordarmi che l’ingenuità delle conversazioni è un dono a cui non dover rinunciare.
Guardo la gente con fare scostante, mi annoiano certi modi di essere, quel voler esistere per
forza attraverso immagini stereotipate.
Aperitivo delle 19.30, mi sono guardata attorno, Dio che sabato insulso: mi pareva di stare in
mezzo a tante formiche. Socialmente compatte, tutte uguali. Ho bevuto il solito analcolico, preso
in giro un tipo seduto dentro una BMW decappottata. Brutto almeno quanto elevato era il valore
dell’automobile. Alle 21 ero già a casa. Sono fondamentalmente un’esaltata.
E stronza anche se non si direbbe dopo avermi conosciuto; la verità è che sono mediamente
nevrotica, insoddisfatta e piena di me. Gioco su consapevolezze che ogni tanto dimentico di
rimettere in discussione.
Qualcuno mi restituisca il silenzio. Mi aiuta a riflettere.
Sono incline al bondage. L’avevo sospettato ma l’idea di ammetterlo mi angosciava terribilmente.
Vorrei essere sua schiava e quando me lo propone mi metto a ridere eccitata dall’immagine che
ho di me mentre inginocchiata e con indosso un collare che lui tiene ben stretto mi ordina di
succhiargli l’uccello. Ho paura delle cavallette, dei calabroni e degli insetti in genere, la primavera
ha in me lo stesso effetto che le graminacee hanno sulle persone allergiche. Non sopporto chi
urla per farti capire un concetto, in verità non sopporto proprio chi per forza si impegna a spiegarti un concetto.
Vorrei tornare bambina e potermi permettere di vedere Candy Candy con mia madre.
Da una manciata di minuti mi sono rimessa a contare le ore che mi dividono da lui, a volte penso di
essere troppo aggressiva nei suoi confronti, a volte credo che sia importante difendere le
proprie idee. Ma che ho fatto di male per scrivere puttanate simili su un blog?

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