Sulla strada
Mi piace la non ridondante ironia, quel tuo umore percettibilmente stabile, la luce buia di certi
tuoi pensieri, il desiderio inespresso di essere amato. Mi piace quel volersi immaginare e la
paziente volontà del non fermarsi a stereotipi color seppia. Mi piace il tuo linguaggio toscano che
tuona critico e provocatorio e le dissonanze quotidiane che ti distinguono dalla massa.
Mi piace il tempo perso a cercarsi anche quando siamo in balìa di Orfeo e quel tuo modo di
raccontare come saresti stato se non fossi chi sei. Mi piace l’averti incontrato appena smesso di
credere che a parole mute resta solo il privilegio di lettere allineate e che un piccolo moto
dell’anima può lasciare imperturbati.