Variabile tempo
Ecco, ora che i nostri incontri possono sommarsi, ti esprimo un reale desiderio, non so quanto
possa far parte di una relazione d’amore e quanto potrai capirmi: vorrei solo ci fosse un
momento in cui non dovermi preoccupare dello scadere delle ore, un tempo in cui iniziassimo a
fare l’amore solo con le parole, uno spazio senza pregiudizi e fraintendimenti che ci permetta di
comprenderci meglio e infine un attimo ancora per elaborare ciò che ci siamo comunicati usando
la fisicità come strumento elettivo. Sei la prima persona con cui vorrei sperimentare in sinergia
le due strade.
Oggi non ho voce
venerdì 26 marzo 2010 12:51
Ci sono frasi che quando ho tempo tento di abbellire; parole a cui dare un ordine affinché si crei
un’eleganza emotiva in grado di non ferire. Ci sono frasi che non riuscirò mai ad esprimere
perché tu non vorrai mai capirne il senso.
La parola detta è coraggio, la parola scritta ha in sé qualcosa di moribondo.
La parola scritta nasce dove muore il pensiero, resta ferma in balìa di orecchie sorde e penetra
solo nella mente di chi vi ritrova somiglianze.
Tutto questo è per dirti che non ti amo più, che finalmente comprendo l’assenza di specularità
tra ciò che sei e ciò che credevo fossi. E’ il tuo ideale ad avermi incatenata, è la tua maschera ad avermi stordito, confuso e indebolito. La mia fragilità non si spende per la tua incoerenza, la mia
debolezza non sa che farsene di chi preferisce evadere i confronti con l’arma di un saccente
sapere. La mia tortura è data dal saperti indifferente mentre io sono ancora qui a confermare il
mancato atto di volontà che non mi permette di affrontarti se non con parole che mai udirai.
Temo di non essere la donna per te. Anzi non lo temo, lo affermo. Il prezzo che pago non è alla
portata di figure dal doppiofondo indispensabile. I nostri abbracci sono traverse non segnalate, i
nostri baci finti incontri indiscreti, i nostri sogni illusioni simulate intorpidite dal vizio. E’ amore
quel volersi mescolare senza desiderarsi affatto?
Ritorni
venerdì 26 marzo 2010 12:50
Oggi mi sono trattenuta qualche momento in più di fronte allo specchio. Avrei voluto mi
ingurgitasse, avrei voluto che lo sguardo indecente con cui mi osservavo fosse lo stesso con cui
Alessandro non mi ha mai guardata. Ho aperto il blog per lui, sapendo che la maggior parte degli
argomenti che avrei postato avrebbero avuto lui come oggetto e me come donna devota e
estraniata dal suo amore. Io che avevo smesso di scegliere compagni disarmanti e contorti mi
sono ritrovata ad incontrarne uno che quelli passati li racchiude tutti come in un’ampolla di un
alchimista provetto. Morirò d’amore. Comincio ad esserne certa. Non finirò certo i miei giorni a
pensare a come attirare la sua attenzione e quindi non mi ammazzerò per lui ma morirò per quel
male che ti prende dentro e che i più chiamano “mal d’amore”, morirò perchè ormai disillusa e
vittima di una mia personalissima solitudine, martire di quel sentirsi incompresa e abbandonata
anche quando la richiesta d’aiuto è stata lanciata.