Variazioni

Non ho tempo per scrivere correttamente, tantomeno per rileggere e correggere.
Il comprendersi salta l’ostacolo della sintassi e usufruendo di un deltaplano empatico, sorvola
ogni incoerenza, di quelle da far drizzare i capelli alla maestrina meno competente.
Me ne fotto e scrivo.
Ho tagliato i capelli e ciocca dopo ciocca se ne andava un pezzo di te, spazzato via dal guizzo
oculare della parrucchiera che con l’attrezzo in mano, neanche fosse un fendente letale, sfilava il
nero di un’anima rannicchiata su se stessa.
Ieri ho dato un pugno alla porta della camera, era l’ultima cosa che dovevo a me stessa.
Sempre troppo annodata tra stati d’animo rissosi ed in cerca di un’unica vittima.
Vorrei averla sfondata, la porta non l’anima.

E c’è qualcosa dentro di te Che è sbagliato E ci rende simili
C’è qualcosa dentro di me Che è sbagliato E non ha limiti
La Vedova Bianca – Afterhours

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